EL CAMINO: il film di Breaking Bad è il degno finale di Jesse Pinkman

Circa sei anni. È questo il tempo trascorso dall’ultima, perfetta ed emozionante puntata di Breaking Bad. Nel frattempo ne sono state dette molte sul lavoro di Vince Gilligan, ed è stato sviluppato Better Call Saul, lo spin off della serie su quello strano personaggio di Saul Goodman. Nessuno sperava in un ritorno, eppure una domanda ha sempre tormentato i fan: che fine avrà fatto Jesse Pinkman? Se ci pensiamo bene, nonostante le molteplici teorie sulla trama di questo film, El Camino non poteva che rispondere a questo quesito. Dopotutto, ricordiamolo, Jesse è il personaggio preferito dello stesso creatore (e anche il mio!).

El Camino non è uno spin-off e non è un ponte tra Breaking Bad e Better Call Saul. È un finale per il personaggio interpretato da Aaron Paul. E non è visionabile singolarmente, a meno che non vogliate perdere due ore e due minuti di tempo, poiché è il prolungamento della serie madre. El Camino riprende esattamente dove Breaking Bad ci ha lasciati, dopo un recap di tre minuti delle cinque stagioni, impossibile da skippare anche per chi ha il cuore di ghiaccio.

Jesse è lì, in un mix di risate e lacrime, a bordo di quella Chevrolet El Camino che fugge da tutto e tutti: dalla DEA, da chi ancora lo cerca, dalla sua vecchia vita. E vorrebbe fare quello che Breaking Bad ci insegna essere impossibile in determinate situazioni: mettere a posto le cose. La trama del film è tutta qui: niente fronzoli e fan service, in un genere misto tra il thriller e il western e un’atmosfera carica di tensione continua che ci mostra il presente, viaggia attraverso il passato e si proietta nel futuro.

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Gilligan riesce a mantenersi in linea con la serie. Ritrovarsi ad Albuquerque è come un ritorno a sei anni prima. Rivedere gli stessi personaggi confonde davvero, come ritrovarsi magari sullo stesso divano, davanti allo stesso schermo in cui Walter White “cucinava” cristalli blu. Ci rendiamo conto che sono passati anni e che l’era di Breaking Bad è finita da un semplice, piccolo dettaglio: Jesse è solo. Inutile negarlo, il personaggio è sempre stato un po’ nell’ombra del mastodontico Walt, interpretato dall’altrettanto magnifico Bryan Cranston, nonostante senza Jesse, Heisenberg non sarebbe mai esistito.

Ma senza Walter, invece, Jesse non ha più qualcuno che gli dica cosa fare. Non gli resta che mettere insieme tutto ciò che ha imparato negli anni precedenti e cavarsela da solo, procurandosi i soldi e l’aiuto necessario per fuggire lontano. I flashback ci aiutano inoltre a capire cosa gli sia successo durante la reclusione, non lasciando più nessun dubbio e dandoci la certezza che sì, alla fine del film anche la storia di questo personaggio sarà definitivamente conclusa, senza altre domande a cui dare una risposta.

In definitiva El Camino è un film su Jesse Pinkman, il degno finale di uno dei personaggi meno cattivi della serie. Non aggiunge nulla a Breaking Bad e va bene così perché non si può aggiungere niente a qualcosa di già perfetto. E cosa dire di Aaron Paul? L’attore torna nel personaggio in maniera magistrale, recitando nei salti temporali con una disinvoltura disarmante e reggendo da solo l’intero film.

El Camino era necessario? No. Ma quanto è stato bello averlo avuto? 

Consiglio questo film a tutti i fan di Breaking Bad e sfido anche il più duro di voi a non versare neanche una lacrima.

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