Aiello: Il 2019, un’ottima annata per la musica italiana

A cura di Jessica Martino

All’anagrafe, Antonio Aiello (Cosenza 1985). Per tutti, semplicemente, Aiello, cantautore emergente della scena musicale italiana, in cui ha saputo ritagliarsi uno spazio suo che sa di nuovo, originale, fresco. Col suo mix di Rhythm and Blues, Pop e Indie, Aiello non è uguale a nessuno.

A portarlo alla ribalta è stato il brano Arsenico, record di ascolti su Spotify, 7 milioni di cuori avvelenati, più di 4 milioni le visualizzazioni su youtube per quel video innovativo e simpatico: una carrellata di instagram stories che si susseguono per quasi 3 minuti, con protagonista @emmadelo (Emma De Longis) la nostra donna indipendente che striscia la sua carta.

Ma facile parlare subito di Arsenico, del successo, dei numeri, come se arrivassero così, da un momento all’altro, senza antecedenti.

Torniamo indietro, a Cosenza, Antonio ha dieci anni ed è già appassionato di musica strumentale: studia pianoforte, violino e chitarra; il canto arriverà nell’adolescenza, a sedici anni, quando comincia a prendere le prime lezioni, a scrivere i primi testi e a comporre le prime melodie. In quanto a influenze musicali, viene contaminato dal pop/rock internazionale, dal classico cantautorato italiano, dall’R&B anni ’90 e dal soul.

Antonio si diploma al liceo scientifico e prende ben due lauree: la prima in scienze della comunicazione; la seconda in economia. Nel 2011 tenta la strada dell’Ariston, viene selezionato tra 700 candidati, arriva alle audizioni, ma si ferma lì. Decide allora di partire, di entrare in contatto con culture diverse: vola in Australia, vive lì per diversi mesi e riesce anche a fare esperienze musicali, suonando con una band. Da questo viaggio, il più intenso della sua vita, torna pieno di motivazione e pronto a realizzare il suo sogno: fare musica.

L’esperienza del festival, pur essendo andata male, è comunque fortunata perché gli consente di farsi conoscere da persone che, credendo in lui, lo aiutano col primo singolo Riparo (2011) che gli apre il mondo delle radio: la sua musica comincia a girare, il suo nome a farsi sentire, ma non abbastanza.

Nel 2017 ci riprova con un EP Hi-Hello, composto da cinque brani: Come Stai, Accidenti a Te, Solo a Metà, Promettimi e Ogni Tanto. Lavoro, questo, che, pur non avendo avuto molto successo, merita e tanto. Uno dei miei brani preferiti dell’artista arriva proprio da lì ed è Ogni Tanto, di cui vi consiglio vivamente l’ascolto.

Il 2019 è finalmente il suo anno: il contratto con la SONY, Arsenico, Ex voto, le date di Roma e Milano sold out in 48 ore, l’annuncio del tour.

Partiamo dal titolo dell’album: una locuzione latina che significa “a seguito di un voto” e indica un oggetto donato a un Dio per grazia ricevuta. La parte visual dell’album è un cuore sacro, simbolo più famoso tra gli ex-voto. Scelta, questa, che trovo molto originale e di impatto. Per Aiello è la gratitudine, la gioia di avercela fatta.

Tracklist di Ex voto

1. LA MIA ULTIMA STORIA

2. ARSENICO

3. IL CIELO DI ROMA

4. SUSHI

5. C’È UN TEMPO

6. LA DOCCIA DEL 25

7. QUEL CANE

8. FESTA

9. OUTRO (REWIND)

La mia ultima storia, secondo singolo dell’album dopo Arsenico, è una ballad dolorosa, che graffia, con le parole e con la voce. Perché sì, la voce di Aiello graffia, ferisce, e dopo Arsenico, al grido di “C’è dolore, che dolore dentro me, quando piove, quando piove e tu non stai con me”, non c’erano dubbi sul fatto che avrebbe di nuovo mirato, colpito al petto e fatto male, perché l’autenticità del suo cantautorato arriva tutta e investe l’ascoltatore in pieno. Con La mia ultima storia, Aiello ha creato un nuovo Anthem:

Mi devi le pizze che ho lasciato a metà

Mi devi il sorriso spento di fronte al mare

Mi devi le notti passate a soffocare

[…]

E tutte le ragazze che non ho vissuto

Che solo su di te mi sarei abbattuto.

Perché la sua ultima storia e anche quella di tanti altri.

Ne Il Cielo di Roma, Aiello ci porta in Calabria, a rivivere i suoi ricordi; poi a Roma, città che lo ha adottato, e in cui vive la donna che ama. Parla di come sia un’emozione incontrarla per strada, tanto da innalzarlo fin sopra al cielo di Roma.

L’unica collaborazione dell’album è quella con il rapper Tormento per il brano Sushi che parla di come l’amore sia capace di elevarsi al di sopra dei problemi e delle paure.

C’è un tempo è uno dei pezzi più belli, profondi e intimisti dell’album. Parla del tempo che segue la fine di una relazione in cui si continua ad amare l’altro, e si alternano momenti di dolore, di ricordi, di tentativi volti a dimenticare il passato con nuove persone e, nel mezzo, restare comunque sempre lì, ad attenderne il suo ritorno.

Ti aspetto

Perché quando torno a casa io ti penso

E non dormo

Finché non chiudo gli occhi poi per sbaglio

Dimmi sei un abbaglio?

Dimmi cosa è meglio

Festa è la canzone più leggera e spensierata dell’album. Col suo sound disco pop, potrebbe farci ballare in tanti e diventare un tormentone.

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Dopo Arsenico (certificata disco d’oro) è stata, per i fan, una continua attesa: quella di un nuovo singolo, dell’album, del tour. Dopo le due date di Roma e Milano che hanno preceduto l’uscita del disco, Aiello ieri ha annunciato le date del tour primaverile:

21/03 MILANO (Fabrique)

25/03 TORINO (Venaria Reale, Teatro della Concordia)

29/03 MODENA (Nonantola, Vox Club)

2/04 FIRENZE (Tuscany Hall)

6/04 NAPOLI (Casa della Musica)

9/04 ROMA (Atlantico Live)

Biglietti ora acquistabili su ticketone:

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Il percorso di Aiello è stato tutto in salita, costernato di no: prima perché troppo Soul, poi perché troppo Pop, poi perché troppo Indie. Una salita lenta, a volte snervante, fatta di timidi rumori, poi di silenzi, tanto da fargli ponderare l’idea di abbandonare il sogno. Eppure, questo lento movimento di salita verso l’alto gli ha permesso di provare, sperimentare, creare un sound personale, unico, riconoscibile; di arrivare alla vetta con consapevolezza, maturità e soprattutto pronto. A riprova che le cose arrivano al suo tempo, quello giusto. Ci saranno anche voluti 34 anni, ma n’è valsa la pena. N’è valsa veramente la pena, direbbe Verdone.

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