L’Attesa è finita: intervista a Giada Castigli

Le parole sono capaci di fare doni inaspettati. Riempiono giornate uggiose, fanno scoprire mondi sconosciuti, fanno riflettere, emozionare, sognare. A volte, le parole, sono anche capaci di creare legami. Ed è questo il caso. L’intervista che vado a fare, ha per me un valore particolare, perché Giada non è soltanto una scrittrice di grande talento, ma anche una carissima amica. E forse l’amicizia potrebbe essere malvista, magari si pensa che l’obiettività possa venir meno, ma non è così. Prima di diventare amiche, sono state le sue parole a diventare parte integrante della mia vita. È stato grazie al mondo di Wattpad che sono venuta a conoscenza di Giuditta, protagonista della trilogia Il Paradigma dell’amore, donna in cui mi sono rivista e immedesimata più e più volte. Lei e il suo rapporto con l’amore, lei e le sue paure, le sue insicurezze, i suoi errori. Quelli che tutte, almeno una volta nella vita, abbiamo commesso, ahimè.

Quindi no, l’amicizia che adesso mi lega a lei è solo un valore aggiunto, ma non incide sul mio giudizio sul suo lavoro che, finalmente, è arrivato a conclusione con l’ultimo capitolo di questa trilogia che sento mia come poche altre cose. Sarà rilevante anche il fatto che sono stata una delle privilegiate ad aver letto L’Attesa in anteprima!

Ma, bando alle ciance, vado a fare il mio lavoro seriamente (o almeno ci proverò, l’amicizia che ci lega mi dà modo di concedermi qualche licenza poetica) e vi farò conoscere Giada e il suo lavoro.

«Pronti, partenza, via. Cominciamo dai preliminari: nome e cognome?»

«Giada, il cognome ve lo risparmio che non mi è mai piaciuto.»

«Professione?»

«Vuoi quella vera o quella ideale?»

«Secondo te? Tutte e due, ovvio

«Dunque… mamma, moglie, casalinga (e non sono disperata, ve lo posso assicurare!). Ma la mia vera professione è fare la scrittrice (non prendetemi in giro, è la mia professione “ideale” ma faccio finta che sia “reale”…)

«Libri scritti?»

«Tre, in ordine: Il paradigma dell’amore, L’Abbraccio e, ultimo arrivato, L’Attesa

«Puoi darci qualche informazione in più senza costringerci a cadere vittime di un sonno profondo?»

«Mi stai dicendo che vi sto annoiando? D’accordo, proverò a essere concisa. #ilparadigmadellamore è una serie che narra le vicissitudini di un giovane medico genetista, Giuditta Piras. Sono partita da quelle che considero esperienze universali in tema “d’amore” e le ho raccontate in questi tre libri. Il primo volume è incentrato sulla tematica della dipendenza affettiva (ma non preoccupatevi, non vi taglierete le vene alla fine della storia); il secondo parla di quella terribile fase di stallo che viviamo noi donne dopo una delusione d’amore (anche qui state serene, non tenterete di svuotare una boccetta di Prozac per sopperire alla depressione); il terzo libro…»

«Scusami, puoi inserire la trama, così magari la lettura dell’articolo diventa più stimolante?»

«Ah, certo…»

Trama:

È difficile interpretare l’amore quando si diventa grandi, Giuditta e Flavio questo lo sanno bene ora che convivono sotto lo stesso tetto. Lui, tutto preso dal suo lavoro, dalla sua carriera, dalle sue ricerche. Lei, ancora bisognosa di attenzioni, di rassicurazioni e di tempo. Sì, l’amore per Giuditta ha bisogno di tempo. Così, quando meno se lo aspettano, la vita e l’amore di Giuditta e Flavio subiscono uno scossone violento. Si riscoprono estranei, cominciano a urlare in silenzio, a conversare con gli occhi bassi e a riempirsi del vuoto che prende il posto dell’amore. È proprio in questo fragile momento che il ritorno di qualcuno, ormai relegato nel cassetto dei ricordi, innescherà il countdown. Questa è la storia di Giuditta e Flavio e di tutti coloro che non si sono fermati alle apparenze, che hanno scavato in profondità per trovare il coraggio di ammettere quanto l’amore, in tutte le sue forme, è davvero l’unica forza in grado di sopravvivere a qualsiasi errore.

«Quando è uscito il tuo libro?»

«Ieri, il 31 ottobre. Potete trovarlo su Amazon disponibile in ebook e cartaceo.»

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«Posso chiederti come sono nati i personaggi dei tuoi romanzi?»

«I personaggi di Giuditta, Gabriel e Flavio sono stati un meraviglioso dono della maternità. Credo che con l’arrivo delle mie due splendide figlie si sia acceso un pulsante da qualche parte nel mio cervello e puff! la storia è venuta da sé.»

«Frena un attimo (qui Marianna fa la finta tonta e, come se non avesse già letto, divorato e amato l’intera trilogia, ti chiede di più). Mi hai citato tre nomi… ci sarà un triangolo amoroso? La tua è una storia dai contenuti…»

*Faccia spudoratamente maliziosa n.d.r*

«Non ci sono contenuti scabrosi, non è un romanzo erotico, incontrerete tre protagonisti che a modo loro costruiranno delle vicende nelle quali le donne potranno facilmente identificarsi. Di più non posso dirvi altrimenti poi il libro che lo leggete a fare?!»

«Per leggere L’Attesa (il terzo libro della serie) è necessario aver letto gli altri?»

«Questa è una bella domanda. Essendo una serie, sarebbe opportuno leggere i libri in ordine (#ilparadigmadellamore, #labbraccio, #lattesa) tuttavia, le storie hanno una loro conclusione narrativa, pertanto è possibile anche leggerle indipendentemente l’una dall’altra

«Tre buoni motivi per leggere i tuoi libri.»

«Posso darti quattro motivi?»

«D’accordo», scuoto la testa arresa.

*Quest’autrice è una spina nel fianco n.d.r.*

«Però sbrigati, l’articolo deve rispettare il tempo di lettura di 5 minuti!»

«R come ROMANTICO.

Questi romanzi parlano d’amore, dell’amore romantico e passionale ma anche dell’amore distruttivo e sfuggente. Se siete lettrici romantiche avete già una buona ragione per non farveli scappare!»

«G come GIUDITTA.

Il secondo motivo risiede proprio nella protagonista, Giuditta, una donna in cui vi saprete rispecchiare con facilità. Giuditta è una ragazza come tante, con una naturale propensione a commettere errori. Quindi, se amate leggere storie in cui potersi identificare con la protagonista, questi libri fanno decisamente per voi!»

«P come POTERE.

Il quarto motivo è questo: se anche voi avete seminato bene e razzolato male, giurando a voi stesse che nessun uomo avrebbe mai avuto il potere di ridurvi in poltiglia, lottando pur di non cedere alla tentazione di lasciarvi andare a chi, sapevate, vi avrebbe fatto commettere il più grande errore della vostra vita, allora siete le candidate perfette per questa lettura.»

«A come AMICIZIA.

L’ultimo, ma non ultimo in assoluto, motivo è proprio l’amicizia. Alzi la mano chi non ha mai avuto delle amiche complici, affettuose ma anche molto, fin troppo, protettive. Protettive a tal punto da non comprendere fino in fondo ciò che noi, martiri dell’amore, sfortunate donne dedite all’adorazione dell’unico uomo che meriterebbe la fustigazione, non riuscivamo proprio a vedere. Conoscerete Gaia “la consigliera”, Arianna “la caustica” e Sveva “la premurosa”

«Io e i lettori di Oui Magazine ti ringraziamo molto. Alla prossima.»

«Ehi, scrittrice… Scrittr… Giada, ti si sta sfilando la calza. La calza, dietro al polpaccio.»

*Accidenti, questa scrittrice è decisamente distratta n.d.r.*

La nostra autrice se n’è andata così, con un vestito a fiori svolazzante più lungo di quanto dovrebbe vestire perché lei è una donna dalle dimensioni, come dire… ridotte (ma questo non andate a dirlo in giro, ok?), un bel buco nella calza e la testa “da un’altra parte”.

Sarà così che nascono certi romanzi, con una scrittrice che, con la testa da un’altra parte, racconta storie d’amore, con un pizzico di dramma e tanta, tanta passione.

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