Scary stories to tell in the dark, il film horror di questo Halloween

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Buon 31 ottobre, cari cineamatori e lettori di Oui Magazine, oggi è Halloween, festa delle streghe e antica festa popolare celtica, diventata occasione per sfoggiare improbabili costumi ispirati alla tradizione popolare horror, o all’ultimo film di successo vagamente a tema (quanti Joker avremo quest’anno?).

Ebbene, tra bambini che andranno a chiedere “dolcetto o scherzetto”, ragazzi che onoreranno le divinità celtiche innalzando a loro calici e cocktail, e me, che ancora non ho deciso se pizza o panino, ci sarà pure chi, temerario avventore della notte, si recherà in qualche cinema alla ricerca di un macabro brivido.

Tra i film in programmazione, prodotto dal maestro Guillermo del Toro, abbiamo anche “Scary stories to tell in the dark”, per la regia del norvegese André Øvredal, che a voi probabilmente non dirà nulla, e nemmeno a me, e qui ci viene in soccorso Wikipedia (The autopsy of Jane Doe 2016). Il film è tratto dalla serie di romanzi young adult di Alvin Schwartz, e nasce con le giuste premesse per essere un buon prodotto del genere, senza la pretesa di toglierci il sonno, ed infatti, in ciò, non riesce nemmeno un po’.

La narrazione inizia in questo giorno di 41 anni fa, Halloween 1968, in Pennsylvania, Mill Valley. Sullo sfondo il Vietnam e le imminenti elezioni di Nixon. Stella Nicholls è una giovane aspirante scrittrice horror, nerd e misteriosa, interpretata da Zoe Margaret Colletti, che vive col padre Roy (Dean NorrisBreaking Bad), caduto in depressione dopo la scomparsa della madre, e passa gran parte del suo tempo con gli amici Auggie (Gabriel Rush) e Chuck (Austin Zajur). Alla combriccola si aggiungerà il misterioso messicano Ramòn Morales (Michael Garza), in fuga e con un segreto da nascondere. I giovani, con l’involontario aiuto del bullo Tommy (Austin Abrams), risveglieranno nella notte delle streghe una malefica presenza, quella che tutti definivano una leggenda metropolitana, lo spirito della giovane Sarah Bellows, il cui libro maledetto si scrive da solo ogni notte, facendo prendere vita ai peggiori incubi dei protagonisti.

Il film è piacevole, ha un buon ritmo ed è senza dubbio evidente la mano di Del Toro nella realizzazione dei personaggi horror, ma le ambizioni del regista e del produttore si infrangono inesorabilmente contro i ripetuti cliché, i colpi di scena più scontati delle pentole di Mastrota, l’eccessivo ed inefficace uso del jumpscare, un leitmotiv che strizza troppo l’occhio a Final Destination, e personaggi rubati un po’ ad “IT” e un po’ a “Stranger Things”. Insomma, nulla di nuovo, nulla di originale. E, mi permetto di aggiungere, nulla di veramente “scary”, se non sei una ragazzina al primo film dell’orrore.

Ma se per questo Halloween, non ti va di mascherarti dal Joker di Phoenix per provarci con una Harley di Margot Robbie, e sei troppo grande per fare “trick or treat”, allora andare al cinema per questo film, rappresenta comunque una valida alternativa, specialmente se ti piacciono i personaggi mostruosi di Del Toro, le storie creepypasta, e andare a dormire senza avere incubi.


Scary stories to tell in the Dark è adesso al cinema.

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