ROMINA FALCONI: le fasi dell’amore, non solo del dolore, nel suo album Biondologia

Romina Falconi, classe 1985, cantautrice italiana ma, soprattutto, una di noi, tra casi umani e storie d’amore finite non proprio nel migliore dei modi.

Romina trascorre l’infanzia in periferia, a Roma, e, per aiutare la sua famiglia, inizia a lavorare alla tenera età di dodici anni come cantante nei locali. Viene notata da Gigi Sabani proprio durante un’esibizione, diventa ospite fissa nei suoi tour e partecipa alla 57ª edizione del Festival di Sanremo, col brano Ama. Sembra tutto in salita: buoni riscontri tra pubblico e critica, e la possibilità di firmare per la Universal. Ma non tutto va come sperato e, dopo il singolo Un Attimo, per divergenze artistiche, l’uscita dell’album viene sospesa.

Ma Romina, così come in amore, non si arrende: lavora come corista nel tour di Eros Ramazzotti, produce singoli, inizia una collaborazione con Immanuel Casto e partecipa alla sesta edizione di X Factor, sotto la direzione artistica di Morgan. Dopo l’eliminazione alla quarta puntata del talent, rifiuta di firmare per la Sony, per seguire meglio le sue scelte artistiche. Col senno di poi… meno male!

Romina racconta di aver trascorso gran parte dell’adolescenza a contatto con una transgender di nome Giò, che considera come una seconda madre e che l’ha sempre spronata, ricordandole che la povertà non è un ostacolo, e questo aiuta sicuramente la sua mentalità già aperta. Romina è un’anima pura che combatte per i diritti LGBTQ+, mentre canta l’inno alla diversità Who is afraid of gender? (sigla ufficiale del Gay Village di Roma) insieme al suo grande amico, in quel video pieno di personaggi conosciuti come Vladimir Luxuria, Alex Di Giorgio e Eva Grimaldi.

Quella con Immanuel Casto, (Casto Divo per noi fan e principe del Porn Groove), infatti, non è solo una collaborazione iniziata nel 2010 con la canzone Crash, ma una grande amicizia, tra concerti e fiere per promuovere dischi e giochi da tavolo. Con Immanuel ha condiviso concerti, parte della sua vita e tante canzoni, tra cui ricordiamo Sognando Cracovia, Eyeliner e Piromane.

Dopo il suo album di debutto Certi sogni si fanno attraverso un filo d’odio, anticipato dal brano Il mio prossimo amore, prodotto dalla Freak and Chic nel 2015, torna negli studi lo stesso anno per produrre il suo secondo album, quello di cui vi parlo oggi: Biondologia.

La Track List di Biondologia:

  1. POESIA NERA
  2. LE 5 FASI DEL DOLORE
  3. VUOI L’AMANTE
  4. TROPPO TARDI
  5. LATTE+
  6. CADONO SAPONETTE
  7. SEI MEJO TE
  8. TIENIMI ANCORA
  9. SEX TAPE
  10. RINGRAZIA CHE SONO UNA SIGNORA
  11. CI VEDIAMO PRESTO
  12. BUONA VITA ARRIVEDERCI

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Biondologia ha inizio con Cadono Saponette, il singolo del 2017. Il pessimismo di chi è ormai rassegnato alla sorpresa (non molto bella) dietro l’angolo; il pessimismo di chi ha sempre trovato il marcio sotto la facciata da ragazzo perfetto. Ma, allo stesso tempo, è la canzone di chi non si arrende di fronte alle delusioni passate, di chi crede nell’amore e va avanti lo stesso, proteggendosi, però, con quel “ok, io ci provo, ma senza aspettative”.

Sei perfetto che non sembri vero,

come minimo sarai un sicario!

Giuro, sarò più ottimista di così,

ma, come con la dieta, inizio lunedì.

L’uscita dei singoli, in attesa dell’album, continua con Le 5 fasi del dolore, brano incorporato in una sorta di videodocumentario in cui Romina si racconta.

Chi me lo ridà, quel tempo lì, perso dietro a tutte quelle teste di c***o?” si domanda, mentre ripensa alla sua vita amorosa. Romina consiglia a tutti di pensare anche a se stessi, a realizzarsi e anche ad accettare, alla fine, le scelte sbagliate; quelle scelte che, tornando indietro, non rifaremmo di certo, ma con le quali ormai dobbiamo convivere. Ci dice che sognare è normale perché una vita senza desideri e sogni, che vita è?

Le 5 fasi del dolore è il termine di una convivenza, dopo la quale ha sentito la necessità di parlare di abbandono. E, si chiede Romina, riflettendo sulla complessità della psiche umana, se i medici parlano di cinque fasi del dolore, perché non affrontarle? Così parla di rifiuto, rabbia, patteggiamento (“ti prego, risentiamoci, parliamone”), depressione e accettazione. L’ultima fase fa eco nel ritornello, dove ammette che non è lui a mancarle, ma la sensazione di essere amata.

E non è che mi manchi te,

ma come tu mi facevi sentire.

Come faccio a dire addio, così, senza impazzire?

Vuoi l’amante è l’ultimo singolo prima dell’album completo. Il testo lascia poco all’immaginazione: la storia di chi ama chi è già di qualcun altro, nella vana speranza che la storia finisca. E non finirà, lo sa la protagonista, lo sa Romina, lo sappiamo tutti.

Il personaggio principale del video, sicuramente un po’ tanto masochista, si dà da sola della “cretina” e della “scema”. Scema perché lui è lì, con la sua ragazza, mentre lei torna in una casa vuota col cuore a pezzi, sentendosi debole. Cretina per tutte le volte in cui lo ha aspettato invano. Per ogni ceretta inutile, dice. Fa sorridere, ma solo un po’.

Mi dicevi: “sei speciale”, ma poi vuoi quella normale.

E meno male che era amore, ora sono da buttare.

Vuoi l’amante? Senti bene…

Vuoi l’amante? Io non la so fare!

Il 15 marzo 2019 finalmente arriva Biondologia. La copertina rosa, Romina sempre bellissima e biondissima. “Si dice una bionda sia più stupida è finta… sì, forse hai ragione, ma io sono bionda tinta” recita una sua canzone, Circe, infatti Romina stupida non lo è per niente, anche se, a volte, la sensibilità viene scambiata per stupidità.

E quel sottotitolo l’arte di passeggiare con disinvoltura sul ciglio di un abisso, come a dire “ormai ci sono abituata, tanto da camminarci bene su questo schifo che l’amore ci riserva”. Magari anche col tacco 12 che tanto le piace indossare.

Poesia nera apre l’album. La voce sempre pulita, frasi serie e concise. 1.36 secondi che ci preparano al contenuto delle prossime canzoni. Per le persone che sono state ferite in amore: fa male, ma non disperate, siamo ancora vivi, siamo ancora noi, è questo l’importante.

Chi è danneggiato è da temere, perché sa bene che non si muore.

Ma se canzoni come Sei mejo te o Sex tape fanno sorridere, ce n’è qualcuna che invece fa riflettere e fa anche tanto male.

Troppo tardi racconta dell’orgoglio, di quegli amori che senti dentro anche se sono finiti.

Mi manchi, ma io non ti chiamo

Vorrei, ma piuttosto mi sparo!

La paura di premere quel dannato tasto verde del cellulare. Il terrore di passare per “sottona” o proprio la decisione di non farlo volutamente, perché “se non lo fa lui, perché dovrei io?” Così nessuno muove un dito e poi… un giorno, magicamente, è troppo tardi.

Infine l’ultimo videoclip, quello di circa una settimana fa. Buona vita arrivederci è un saluto – non a caso posta alla fine dell’album. I sentimenti a storia d’amore conclusa, quando l’altro sembra sempre star meglio di te e le parole dette che risultano essere esattamente ciò che sono: banali e semplici parole. Romina le estremizza con il suo:

Mi dicevi non vivo senza di te,

allora perché non crepi?

Ma, seppur estremizzate, il significato è limpido. Non contano le frasi, per quanto belle, ma tutto il resto. Conta quello che resta e chi resta.

Ora, per sorridere un po’, vi ricordo e vi consiglio la canzone dell’estate di Romina Falconi, realizzata in collaborazione con l’impresa Taffo Funeral Services e presentata in anteprima ai Diversity Media Awards di Milano.

Magari muorial contrario di ciò che sembra, è un monito allegro a godersi la vita. Alla fine, forse non proprio da Taffo, ma alla morte ci arriviamo tutti. E allora godiamocela, questa vita, non rimandiamo a domani quello che possiamo fare oggi: ridiamo, viaggiamo, amiamo e facciamole, le stronzate, che il tempo non è infinito per noi mortali!

Tu goditi la vita, che poi magari muori

e vivi al massimo da qui, fino ai crisantemi.

Non rimandare più, che poi magari muori

baciami e stammi addosso, che domani sei in un fosso!

E si conclude qui il tour di uno degli album italiani per me più belli e interessanti degli ultimi mesi. Un concept album attraverso le emozioni, come lei stessa lo ha definito. Non ci sono le cinque fasi del dolore soltanto, ma anche tutte le fasi e le sfumature dell’amore.

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