Che mondo sarebbe senza la paura

Terrorizzati.

Siamo una generazione di persone terrorizzate. Dalla vita, dalla morte, dall’amore, dalla felicità. C’è chi ha paura di camminare, chi di ridere, chi ha paura della paura stessa, o del fatto di non avere paura, chi dei cinquantenni su Facebook, chi ha paura di essere chiamata “signora”. Io ho paura dei serpenti, degli uomini su Tinder e anche dei balletti di Gianluca Vacchi a dirla tutta.

Basta fare un giro nel web per rendersi conto che le fobie stanno prendendo il sopravvento sulle nostre vite. Ce ne sono di ogni genere, alcune dai nomi impronunciabili, altre talmente assurde che sembra quasi impossibile credere al fatto che esistano davvero. 

Ma cos’è la fobia, e soprattutto, perché ne soffriamo? La fobia è un’inspiegabile e persistente repulsione nei confronti di determinate situazioni, oggetti, attività e creature viventi (animali o umane), è la paura estrema e sproporzionata per qualcosa che, pur non rappresentando di per sé una reale minaccia, scatena comportamenti irrazionali da parte di chi ne soffre, che tende così a lasciarsi sopraffare dal terrore senza un’apparente ragione. Al perché non c’è una risposta, o almeno non ce n’è una che vada bene per tutto. Si va dal trauma infantile, alla paura intrinseca, all’ereditarietà. In molti casi le fobie sono “controllabili”, chi ne è afflitto riesce a tenerle a bada e a condurre una vita normale. Nei casi più gravi, invece, non c’è rimedio, e il soggetto fobico è vittima della fobia di turno e non è in grado di condurre una vita che può essere definita normale.

Ma ci sono fobie e fobie, perché qui non stiamo parlando della paura degli squali, delle altezze, o di essere risucchiati da una balena. Qui stiamo analizzando cose serie, o meglio paure serie, e mi gioco il Bones di Tiffany (che ovviamente non ho) che la maggior parte di voi non ha mai sentito nominare queste fobie.

Eccovi una carrellata delle fobie più assurde mai sentite prima.

Omfalofobia: la paura dell’ombelico. Sembra assurdo, ma è così, c’è chi ha paura del proprio corpo e questa fobia ne è la dimostrazione, visto che chi ne soffre tende a sviluppare una vera e propria repulsione per il proprio ombelico, arrivando addirittura a temere, nei casi più gravi, che le proprie interiora possano fuoriuscire da quella parte dell’addome.

Somnifobia: la paura di addormentarsi. Chi soffre di questa fobia è letteralmente terrorizzato all’idea di addormentarsi, perché convinto di non svegliarsi mai più o di morire mentre dorme. Causata dalla combinazione fra un evento traumatico e una predisposizione genetica, questa fobia si manifesta in genere in un modo simile all’attacco di ansia.

Cromatofobia: la paura dei colori. Chi ne soffre, vorrebbe vedere il mondo solo in bianco e nero, perché i colori sono fonte di sofferenza. Come molte altre fobie, anche questa è scatenata dall’associazione inconscia di un colore (o dei colori in genere) con un evento traumatico e nasce dunque come meccanismo di difesa. L’unica soluzione è adottare la filosofia Fifty shades of grey come stile di vita.

Papafobia: la paura del Papa. Sì, avete capito bene, la paura del Papa. È rara (beh direi), ma comunque esiste e porta chi ne soffre a temere qualunque oggetto che abbia connotazioni papali. Sebbene la logica scatenante resti oscura, pare che la fobia scaturisca da un trauma legato in qualche modo al papato o al Vaticano e si manifesta con sudorazione, difficoltà respiratorie, vertigini e nausea.

Pogonofobia: la paura delle barbe. Usato fin dal 1800 e ancora attuale ai giorni nostri, questo termine sta ad indicare quest’anomala e persistente paura per le barbe, in genere legata alla mancanza di igiene personale, o alla visione di cattivi personaggi barbuti nei libri della nostra infanzia. Babbo Natale? No, grazie, io preferisco la Befana!

Numerofobia: la paura dei numeri. C’è chi ha paura solo di alcuni numeri specifici, ad esempio il 13 o il 666 perché legati alla sfortuna o a superstizioni religiose; e chi invece li teme proprio tutti, senza distinzioni. E contando che i numeri sono praticamente ovunque, riuscire ad evitarli è un problema insormontabile al punto da obbligare spesso chi soffre di questa paura a rintanarsi in casa.

Allodoxafobia: la paura delle opinioni. Se le opinioni altrui vi terrorizzano al punto da rifiutarsi di sentirle, allora significa che soffrite di questa fobia. Derivata spesso dalla frequentazione di un ambiente in cui non ci si sente considerati (né, tantomeno, lo sono le vostre opinioni) è fortemente legata a problemi di autostima, abuso emotivo e paura del confronto.

Alliumfobia: la paura dell’aglio. Non amare l’aglio nelle pietanze è abbastanza comune, provarne autentico terrore, invece, è decisamente inconsueto. Attribuita ai vampiri più vari e disparati, dal Conte Dracula ai fratelli Salvatore, questa ingiustificata fobia evoca all’istante immagini di film dell’orrore. Edward Cullen docet.

Peladofobia: la paura delle persone calve. Questa paura è legata a un evento traumatico, che ha coinvolto in qualche modo una persona calva e il cui ricordo ci incute ancora oggi timore. Vade retro Mastrolindo!

Belonefobia: la paura di aghi e spilli. Conosciuto anche come aichmofobia, è un disordine piuttosto comune (ne soffre circa il 10% della popolazione) e si manifesta con un terrore del tutto irragionevole per qualunque oggetto tagliente o acuminato, che possa provocare ferite sanguinanti. Esami del sangue? Ne riparliamo lunedì, come con la dieta.

Hipopotomonstrosesquipedaliofobia: la paura (impronunciabile) delle parole lunghe. Questo lunghissimo termine greco – ovvero composto da “hipopoto” (grande), “mostro” (mostruoso), “sesquipedali” (espressione mutuata dal latino per indicare “parola grande”) e “phobos” (paura) – è stato scelto proprio per indicare la fobia nei confronti delle parole lunghe o poco frequenti usate nelle conversazioni e che si teme di pronunciare scorrettamente, mettendosi così in ridicolo.

Omatofobia: la paura degli occhi. Considerata una fobia sociale perché rende difficoltosa qualunque interazione umana, si sviluppa a causa di un evento traumatico che ha coinvolto gli occhi. Serate romantiche piene di sguardi ammiccanti rimarranno un ricordo lontano.

Anablefobia: la paura di guardare in alto. Questa fobia è legata al terrore verso l’ignoto e all’insignificante presenza dell’uomo nella vastità dell’universo. Chi ne soffre non riesce nemmeno a sollevare gli occhi al cielo, il terrore di poter essere schiacciati li assale. Notte di San Lorenzo passata a guardare le stelle in cielo? Anche no, grazie.

Caetofobia: la paura dei capelli. Quest’anormale paura per tutto ciò che ha il pelo, umano o animale, è legata ad una passata esperienza negativa coi capelli e chi ne soffre tende a evitare il contatto con capigliature abbondanti, non ama guardarsi allo specchio, arrivando a sviluppare un’autentica avversione anche per i propri capelli, fino al punto di odiarli e di provare a strapparseli.

E concludo così, con l’epistaxiofobia. Cos’è, vi starete chiedendo, l’epistaxiofobia è la paura della conoscenza. Quindi, se ne soffrite, mi scuso per avervi fatto conoscere qualcosa con questo articolo.

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