Spinning Out: recensione della nuova serie sul pattinaggio artistico

Spinning Out, disponibile dal primo gennaio su Netflix, racconta le vicende di vari personaggi, tutti diversi, ma con un’unica passione. È il teen drama che non ti aspetti, quello che non si vedeva da tempo, con tutte le cose al posto giusto, soprattutto il dramma.

Kat Baker (Kaya Scodelario che ha tipo trent’anni e ne dimostra venti) è una promessa del pattinaggio artistico, terrorizzata a morte dai salti tripli, dopo una brutta caduta durante una competizione. Prova con tutta se stessa a riprendersi, a rialzarsi emotivamente, ma l’unica occasione che le è rimasta – diventare allenatrice – sfuma, fallendo il test. Ma non tutto è perduto perché Dasha, famosa pattinatrice russa, ora allenatrice di pattinaggio di coppia, le propone di pattinare con Justin.

Ma non è tutto qui: accanto al pattinaggio, al terrore dei salti tripli e alla difficoltà di Kat, abituata a pattinare da sola, a fidarsi del suo compagno c’è molto altro. C’è Carol (January Jones, scelta un po’ azzardata a mio parere poiché lei e Kat sembrano coetanee), madre della protagonista affetta da disturbo bipolare, disturbo di cui soffre anche la stessa Kat. C’è Serena, seconda figlia di Carol, nel fiore dell’adolescenza, un po’ nell’ombra della sorella, ma determinata a seguire il suo sogno. A loro si aggiungono Jan, Mitch, Marcus e molti altri personaggi secondari, ognuno con la propria storia che si intreccia in maniera sorprendente a quella dei protagonisti.

Spinning Out è originale, ben lontano dalla delicatezza di film come Ice Princess, un po’ più vicino a I, Tonya, in quanto a profondità. Non si tratta della solita solfa sulle rigide regole che uno sport di questo calibro impone, molto probabilmente perché la protagonista è ormai ventunenne. Quindi dimenticate il coprifuoco o l’impossibilità di avere un fidanzato, qui i pattinatori vivono una vita normale (per quanto normale possano definirsi le singolari vite di tutti loro).

I personaggi sono reali con i loro pregi, ma soprattutto con i loro innumerevoli difetti. Ci ritroviamo ad amare Kat, per odiarla alla decisione successiva, così come vien facile odiare Carol, ma comprenderla ad un certo punto. La scrittura ci porta a immedesimarci e chiederci cosa faremmo al loro posto e, in una situazione difficile come quella, forse neanche il nostro comportamento sarebbe così diverso.

In definitiva, consiglio Spinning Out agli amanti dello sport, agli amanti dei teen drama e a tutti gli altri, sperando in una seconda stagione.

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