The Witcher sarà il nuovo Game of Thrones?

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Dona un soldo al tuo Witcher, oh valle abbondante, oh valle abbondante.

Se hai già visto la prima stagione di “The Witcher“, allora con molta probabilità sei anche tu caduto vittima di questo motivetto, che ti entra in testa e non ti lascia, che sia nella traduzione italiana, doppiato egregiamente da Alessio Puccio (voce ufficiale italiana di Harry Potter), o nella versione originale “Toss a coin to your Witcher“.

Ad ogni modo, questa non è una rubrica musicale, e dunque non andremo a parlare delle qualità canore del bardo Ranuncolo, ma a recensire l’intera prima stagione della serie tv Netflix “The Wicher”.

Disponile sulla piattaforma di streaming più famosa dal 20 dicembre, la serie è la trasposizione della saga ideata da Andrzej Sapkowski, che conta già 6 romanzi divisi in 2 raccolte, una trilogia di videogames, fumetti. Lo stesso scrittore ha collaborato alla realizzazione delle prime 8 puntate.

Vediamo dunque cosa c’è d’aspettarsi da questa attesissima prima stagione, da tempo ampiamente pubblicizzata e già confermata per una seconda. E per chi ancora non l’avesse vista, tranquilli, siamo in zona despoilerizzata.

Come anticipato, gran parte del pubblico sapeva cosa aspettarsi, per i libri o videogames, e quindi era lecito attenderla come una sorta di erede di Game of Thrones, in quanto The Witcher racchiude in sé i più classici, e forse stereotipati, elementi del genere fantasy. La magia è un elemento onnipresente, così come la divisione del mondo in più razze. Vediamo infatti umani, elfi, stregoni, nani e mutanti, non sempre in pace e armonia tra loro.

Il protagonista, interpretato da Henry Cavill (Man of Steel), è il Witcher Geralt di Rivia, un mutante nato dalla magia e dotato di forza e poteri sovrumani, ma anche di un pessimo carattere. Il suo personaggio incrocerà la strada, ed il destino, con la Principessa Cirilla, erede al trono di un regno distrutto, e con la strega Yennefer, tormentata da ciò a cui ha rinunciato per ottenere il suo bell’aspetto e il suo enorme potere. Le loro vicende sono narrate su 3 diverse Timeline, all’inizio poco chiare, ed è questo forse uno degli elementi negativi, che molto probabilmente non rivedremo nella seconda stagione ora che le origin story dei protagonisti sono definite. La magia e il destino sono tematiche ricorrenti che segnano gli eventi e condizionano le scelte dei personaggi principali e secondari.

Gli episodi hanno una durata di circa 60’ e la prima stagione ne conta 8, e credo sia stata questa una scelta alquanto saggia, poiché, dato il finora enorme successo di pubblico, ci si può attendere molto di più dalle prossime stagioni, in termini di durata e qualità.

La critica, al contrario del pubblico, non è del tutto entusiasta di questo prodotto, divisa tra chi si aspettava di più, chi non s’aspettava nulla e chi elogia l’interpretazione decisamente magistrale del Superman dai capelli bianchi. Ciò che ha messo d’accordo critica e pubblico, sono senza dubbio la fotografia, curata da Gavin Struthers e Jean-Philippe Gossart, e le musiche di Sonya Belousova e Giona Ostinelli, e non lo dico sono perchè “Toss a coin to your Witcher” è la nuova suoneria del mio smartphone.

Insomma, le premesse ci sono tutte perché The Witcher possa essere la serie che terrà incollati milioni di giovani allo schermo per i prossimi anni, come ha fatto Game of Thrones, e le basi gettate in questa prima stagione, fanno solo ben sperare.

Non ci resta che attendere circa un anno per rivedere Geralt di Rivia, Cirilla, Yennefer e tutti gli altri personaggi incontrati in questa prima stagione, e scoprire cosa il destino sta loro preparando.

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