La televisione che dovrebbe intrattenerci e informarci è un marciume da spegnere.

A cura di Jessica Martino

FONTE IMMAGINE

Scrivo per Oui Magazine, un rivista online nata ad Ottobre, iniziando con dieci lettori, tra amici e parenti, che cresce piano piano, mentre la coltiviamo. Una platea buona, ma non molto vasta, i miei articoli non vengono letti da migliaia di persone o addirittura da milioni, eppure…

Eppure ogni articolo redatto, ogni post di arte e letteratura pubblicato sulle nostre pagine segue un iter imprescindibile: ricerca, informazione, ricerca, informazione, fonti…

Fonti diverse, opposte, scegliere quella giusta per non passare dall’essere una rivista di informazione culturale a una rivista di disinformazione culturale.

Tutto viene curato nei minimi dettagli, anche il semplice post condiviso in pagina: il nostro è un impegno volto a creare contenuti quanto più completi, esatti e informativi possibile.

Ora io mi chiedo, giornalisti e conduttori che parlano a una platea di milioni di persone… Io mi chiedo, senza capacitarmene, con quale coraggio ci si possa presentare in uno studio televisivo, davanti a una telecamera che propagherà immagini e parole a milioni di italiani… Ecco, mi domando, come sia possibile essere così impreparati, avere una così tale sfacciataggine di vomitar fuori l’indicibile.

Mancanza di amor proprio? C’è sicuramente anche questa componente. Se solo si avesse un minimo di amor proprio non ci si giocherebbe la parola e la faccia.

Emerita strafottenza? Sì, sicuramente c’è anche questa, strafottenza per sé e per gli altri.

Impavidi combattenti nella lotta all’ultima figura di emme…

Devo essermi persa il premio che si vince, ed ecco spiegata la gara a chi la spara peggio.

Riassumiamo:

Striscia la notizia, la voce della DECADENZA che beffeggia con un’aria superbamente goliardica di chi ne sa più di te il Professor Paolo Antonio Ascierto. Loro seduti dietro a un bancone, strapagati per buttar fuori cazzate e oggi, mi dispiace, sono troppo incazzata per censurarmi con la “ci”, mandano in onda il triste teatrino avuto luogo a Carta Bianca, il cui protagonista Professor Galli aizza un polverone contro il collega Ascierto, mettendo in scena una presunta non paternità del protocollo da lui firmato (roba da attori di forum e invece era la triste realtà), asserendo con un “CHE FIGURA DI MERDA”.

Uno che ha lavorato per cercare di trovare almeno un po’ di respiro durante questa pandemia che il respiro ce l’ha tolto, deve sentirsi dire da due cialtroni e dall’altro cialtrone che ha montato il servizio che ha fatto una figura di merda? Ma a me verrebbe voglia di strapparmi le orecchie.

Ora, che la figura di merda l’abbiano fatta conduttori e trasmissione è un’ovvietà così banale che neanche c’è da discuterne.

Una lieta notizia è però arrivata: l’ospedale Pascale ha querelato per diffamazione aggravata il programma. Almeno una buona nuova.

Abbiamo poi l’illustre Sgarbi che, fedele alla legge del complotto, cerca di salvare gli Italiani dallo stupido raffreddore che è il COVID-19. Sí, si è poi pentito e scusato. Certo, sarebbe bastato avere un minimo di cervello per capirlo prima che per le strade di Bergamo sfilassero carovane di mezzi militari per trasportare i feretri in altri cimiteri perché a Bergamo non c’è più posto neanche per le bare.

Ma veniamo all’ultimo volo in discesa della tv italiana, quello che mi ha spinto a scrivere questo articolo che volevo intitolare come una Philip Roth dei voialtri: INDIGNAZIONE.

Barbara Palombelli, giornalista e conduttrice, durante la trasmissione Stasera Italia dai lei condotta, trova risposta al quesito del perché il 90% dei morti da Covid-19 siano del Nord: PERCHÉ CI SONO PERSONE PIÙ LIGIE CHE VANNO TUTTE A LAVORARE.

Adesso io credo che un adolescente si sarebbe prima di tutto preparato a dovere sull’argomento da trattare o quantomeno avrebbe fatto una riflessione molto più ampia per giungere a una risposta approssimativamente esatta. Giusto perché non stai parlando nell’unico bar di Morterone che fa 33 abitanti in tutto, davanti a due amici, ma in tv e ci si attende almeno un minimo di connessione cervello-bocca. E invece no. Il peggio del peggio.

La cara scienziata non ha minimamente preso in considerazione (il cielo solo sa se almeno ne sia a conoscenza) che ci sono una serie di sfortunati eventi che hanno fatto sí che il Nord e in particolare la Lombardia finissero per essere i più colpiti da questo maledetto virus.

Forse perché i primi ad essere stati contagiati dal virus sono stati i cittadini del Nord? Precisamente della Lombardia? (Vorrei ricordarle che il primo paziente positivo al Covid-19 è stato registrato a Codogno, primo focolaio) Dico forse, eh.

Forse perché ingenuamente o incautamente il virus è stato preso sottogamba e Milano non si ferma è stato un grande errore? Forse perché in quei giorni Milano e l’intera Lombardia dovevano essere chiuse e invece i contagi si sono propagati in modo esponenziale, a ritmo ferrato, sempre più incalzante, tanto da passare da Milano non si ferma alle prime chiusure?

Forse perché in un niente, il povero Nord, la povera Lombardia si sono ritrovati in un inferno inatteso e ogni intervento successivamente preso è stato comunque tardivo?

Forse perché Codogno si trova oltre che nel cuore di Milano nel quadrilatero Lodi, Cremona, Pavia e Piacenza, è anche a un passo dall’Emilia e purtroppo la logica vede una diffusione di contagi concentrata nelle regioni del Nord, per vicinanza?

Forse perché al Sud abbiamo avuto il tempo di accogliere l’arrivo del virus più preparati, guardando con occhi angosciati e increduli l’inferno che viveva e che vive il nord, ora l’Italia intera, L’europa, l’America, il mondo?

Cara Palombelli, la questione è molto semplice al quanto elementare, direi. Il virus, essendosi schiantato sul Nord, di spalle, come un avvoltoio, senza dargli possibilità di difesa e per alcuni sbagli commessi (Milano non si ferma e la chiusura avvenuta troppo tardi) è la causa del 90% di cui parla.

Fosse partito dal Sud, la situazione sarebbe stata la medesima, molto probabilmente, ma capovolta.

Di persone “ligie” che vanno a lavoro ce ne sono sia al Nord che al Sud. E le attività non sospese dal decreto e che comunque vanno avanti non ci vanno da sole, ma grazie ai lavoratori. Potrei parlarle di mio padre, di mia cugina, lavoratori normali, non ligi, (aggettivo disturbante) del Sud che ogni mattina escono di casa nonostante la quarantena. Ma visto che non credo ci siano lavoratori ligi e non, o almeno non nel senso in cui lei ha utilizzato il termine, ossia in modo oggettivamente razzista, il discorso neanche sussiste.

E se pensavate che il picco del peggio lo si fosse pure superato, vi sbagliavate di grosso.

La cara signora, invece di scusarsi, di giustificare la sua espressione sbagliata, magari involontariamente uscitale male, storpiata, promette fiamme e fuoco per colore che hanno osato darle contro perché è stata una frase estrapolata dal contesto (la scusa più vecchia della storia, poteva trovarsene un’altra), di cui è stato travisato il contenuto (non so cosa ci sia da travisare). Fa sapere che i suoi avvocati sono già a lavoro per chiamare uno per un per uno in sede civile a rispondere… di? Della libertà di opinione di cui parla e definisce sacra?

Bastavano delle umili scuse, una discolpa, spiegando magari cosa volesse intendere davvero perché comprendo che, a volte, ci si possa esprimere molto male. E invece no, una superba lesa maestà.

Quindi ora mi chiedo, in quanti negli studi di forum?

Forse il Grande Fratello ci salverà.

5 Comments

  1. La televisione ha assunto un ruolo di guida mediatica manipolatrice e non come un tempo veniva considerata come il mezzo per antonomasia di comunicazione. Tralasciando la qualità delle notizie che circolano, la televisione è il centro catalizzatore del mondo delle informazioni, degli spettacoli, dei talk-show, del Grande Fratello e dell’Isola dei famosi perchè solo trasmettendo questi “geniali” programmi diseducativi si può nascondere il lato oscuro della verità.

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