25 Aprile 2020, 75° anniversario della liberazione d’Italia.

A cura di Jessica Martino

Il 25 Aprile del 1945, l’Italia disse basta ad un’occupazione nazifascista e al regime fascista.

Le forze partigiane insorsero per liberare tutti i territori d’Italia: “Arrendersi o morire”, fu questo il loro grido, mentre il CLNAI (Il comitato di liberazione nazione alta Italia) assunse il potere ed emanò dei decreti legislativi “In nome del popolo italiano”, stabilendo la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti e anche per Benito Mussolini.

Era la liberazione di una Nazione e di un popolo, soggetti a 20 anni di dittatura fascista e a 5 anni di guerra.

Il 25 Aprile segna l’inizio di quel processo di emancipazione che porterà a un’altra fatidica data: il 2 Giugno 1946, a quel referendum emanato per decretare la scelta fra monarchia e repubblica. Il risultato era al quanto scontato: nasce la Repubblica Italiana, segue la Costituzione della repubblica Italiana lunga, rigida, liberale… Resi inviolabili i diritti fondamentali dell’uomo.

«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione

(Articolo 1. della Costituzione)

«La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale

(Articolo 2. della Costituzione)

«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese

(Articolo 3. della costituzione)

«Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume

(Articolo 19. della Costituzione)

Il 25 Aprile diventa festa nazionale: da una proposta del Presidente del consiglio Alcide de Gasperi, il re Umberto II emanò un decreto legislativo che recitava:

«A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale

E questo è il fiore del partigiano bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao

e questo è il fiore del partigiano morto per la libertà.

(Bella ciao, il cui testo ha ancora origini ignote, si dice che fosse cantata dai partigiani durante la seconda guerra mondiale, si dice che in realtà la sua diffusione risalga agli anni ’50 in occasione dei festival mondiali della gioventù democratica, e poi ancora agli anni ’60 durante le manifestazioni operaie e studentesche. In ogni caso, non importa l’origine, la diffusione, ma che sia l’inno di una lotta, di una resistenza contro una forza che esercita il male… anche della morte, sì, di una morte felice avvenuta per la libertà.)

Grazie a chi ci ha aperto le porte della libertà di cui godiamo oggi: partigiani, militari, civili con il sacro sangue della rivoluzione. A loro dobbiamo la libertà, la democrazia e l’uguaglianza. Tre diritti inalienabili. E quindi a loro dobbiamo tutto.

A 75 anni di distanza abbiamo ancora un’Italia che lotta, combatte, cerca di liberarsi di nuovo. Non più da una dittatura, da un dominio straniero, ma da un nemico invisibile, dal virus che è il Covid-19: subdolo, spietato, capace di diffondersi in modo così esponenziale da trasformarsi ben presto da epidemia in pandemia, attaccare l’organismo, mietere migliaia di vittime, (le stime parlano di 24 mila vittime certificate, solo in Italia, ma probabilmente il numero è anche maggiore.)

Uno scenario da guerra: Carri Militari che trasportano i feretri nei cimiteri più vicini e liberi perché al Nord sono saturi, terapie intensive al collasso, prezzi triplicati, la quarantena. Nascosti nelle nostre case, come nei seminterrati, durante la guerra.

Forse questo 25 Aprile è quello più speciale dal dopo liberazione. Oggi, come non mai, dobbiamo celebrare un’Italia che incassa colpi, ma non si arrende e che, martoriata, sa comunque e sempre rinascere.

Teniamoci stretta la speranza, senza mai lasciare che ci abbandoni.

Dilegua, oh notte
Tramontate, stelle
Tramontate, stelle
All’alba vincerò
Vincerà
Vincerò
.

Nessun Dorma, Giacomo Puccini

Buon 25 Aprile.

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