La volta della Stanza della Segnatura (Musei Vaticani) a cura di Giulia Santoro

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Introduzione a cura di Jessica Martino

Anche i Musei Vaticani, dopo uno stop di quasi 3 mesi, dal primo Giugno, hanno riaperto le porte al pubblico.

Visita in sicurezza: vi si può accedere solo con previa prenotazione, a questo link, accessi contingenti, mascherina obbligatoria durante l’intera permanenza all’interno dei musei, consentite visite di gruppi formati da 10 persone.

I musei Vaticani ospitano milioni di visitatori l’anno, senza che vi sia giorno in cui le code non siano chilometriche.

Ci si potrebbe definire fortunati a visitarli ora: in pochi avranno avuto l’opportunità di entrarvi in 10 e non in migliaia. Una visita unica, speciale, durante la quale sarà possibile rimirare con attenzione e dedizione tutta la magnifica opulenza artistica che custodiscono.

Oggi abbiamo il piacere di ospitare su Oui Magazine un articolo di Giulia Santoro, giovane sì (Roma, 1991) ma preparata e talentosa, con un’esperienza già molto ricca. Specializzatasi in Iconografia ed Iconologia del Cinquecento e Seicento presso l’università La Sapienza, trascorre 5 mesi a Oxford, collaborando con l’Ashmolean Museum, dove ha catalogato e digitalizzato circa 300 disegni cinquecenteschi e seicenteschi. Nel 2018 si rende meritevole della vittoria di una borsa di studio per un master sul management delle risorse artistiche e culturali presso la Libera Univerità di Lingue e Comunicazione IULM. Dopo aver collaborato con diverse case d’asta, tra cui la Finearte di Roma, adesso si dedica al suo lavoro di consulente sugli acquisti e investimenti in opere d’arte.

Una carriera breve, ma brillante. Giulia Santoro è una promessa tutta Italiana e noi siamo felici e onorati di ospitare l’articolo che segue su La stanza della Segnatura, uno degli ambienti delle stanze di Raffaello conservate nei Musei Vaticani, con uno speciale focus sulla volta.

A cura di Giulia Santoro

Volta Stanza della Segnatura

La Stanza della Segnatura nel Palazzo del Vaticano, celebre soprattutto per l’iconica “Scuola di Atene” dipinta da Raffaello, costituisce uno dei massimi esempi dell’ideale di bellezza e armonia rinascimentale. Ma indubbiamente risulta meno nota ai più la preziosissima volta ogivale che sormonta la Stanza, decorata da Raffaello e da Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, artista vercellese di primaria importanza nel panorama senese e romano all’inizio del Cinquecento.

Il progetto della volta fu commissionato nel 1508 al Sodoma da Papa Giulio II Della Rovere, tuttavia dall’inizio del 1509, a causa di alcune controversie tra l’artista vercellese ed il Papa, la commissione passò interamente a Raffaello, all’epoca giovane artista in inarrestabile ascesa.
Il Sodoma ideò dunque un’illusionistica partitura del soffitto costruendo pittoricamente un’elaborata cornice architettonica, con membrature a fregi e grottesche. Essa inquadra, oltre ai quattro tondi e ai quattro rettangoli sui pennacchi che saranno poi dipinti da Raffaello, l’oculo centrale, che consiste in una finta apertura sul cielo recante al centro lo stemma papale Della Rovere sorretto da quattro putti alati e altri otto eroti giocherellanti che sorreggono lo stesso con delle funi. Motivo tipicamente romano, eternato nella cupola del Pantheon, l’oculo ha chiare reminiscenze mantegnesche, ma l’ardita prospettiva sembra essere frutto dell’influenza esercitata dal Bramantino, anch’egli chiamato a Roma da Giulio II per le decorazioni da eseguire in Vaticano.

Tra i quattro tondi contenenti le personificazioni della Teologia, della Filosofia, della Poesia e della Giustizia dipinte da Raffaello, si trovano quattro piccoli scomparti trapezoidali con i lati stondati contenenti scene dipinte dal Sodoma sistemate su due registri. Quello superiore, in monocromo, raffigura episodi della storia di Roma, tratti da Tito Livio: Muzio Scevola, Marco Curzio, la Giustizia di Bruto, la Pax Augusta. La realizzazione a grisaille, che imita il rilievo marmoreo, trae probabilmente ispirazione dagli antichi sarcofagi romani, già all’epoca oggetto dell’accanito collezionismo papale.

Il registro inferiore invece, policromo, illustra brani mitologici attinti dalle Fabulae di Igino, campiti su uno sfondo a finto mosaico: Vulcano, Amore vincitore, la sconfitta dei Giganti, il ritorno di Anfitrione; rispetto ai riquadri superiori, permeati dell’austerità e della dignitas repubblicana tramandata dalla statuaria classica, nel registro inferiore le figure mitologiche sono avvolte da una luce più calda e vibrante, riflessa dallo sfondo dorato, dando un’interpretazione dell’antico in tono più vivace e brioso.

Agli angoli si trovano invece quattro riquadri a finto mosaico contenenti episodi veterotestamentari e mitologici dipinti da Raffaello: Adamo ed Eva, il Giudizio di Salomone, il primo moto e Apollo e Marsia.

Nel complesso, la volta si inserisce armonicamente nel programma iconologico dell’intera stanza, ispirata al tema neoplatonico della continuità tra antichità pagana e presente cristiano, sviluppandola soprattutto attraverso le idee di Vero Teologico, Vero Razionale, Bello e Bene. Secondo i filosofi neoplatonici, infatti, fides e scientia non sono in antitesi tra loro, ma vivono in armonico accordo nella veritas christiana.

Le Personificazioni della Teologia e della Filosofia dipinte da Raffaello si rifanno rispettivamente al concetto di Vero Teologico e Razionale, e dialogano con le lunette sottostanti che raffigurano la Disputa del Sacramento e la Scuola di Atene. Invece le Personificazioni del Diritto e della Poesia esaltano rispettivamente il concetto di Bene e di Bello e sono riconducibili alle lunette raffiguranti le Virtù Cardinali e Teologali ed il Parnaso.

Gli affreschi della Stanza della Segnatura sottintendono dunque una concezione generale di stampo neoplatonico, rivelando un ordine cosmico basato sulla bellezza ideale, ma al contempo in perfetta armonia con il pensiero cristiano.

Giulia Santoro

4 Comments

  1. Seguo da tempo il magazine e con interesse crescente.
    I temi trattati sono sempre attuali e mai banali.
    E’ con piacere che noto una qualità sempre crescente dei contenuti che danno al lettore la possibilità di spaziare e di solleticare la propria curiosità su piu fronti, su piu dimensioni.
    per questo mi complimento, con la redazione e con la giovane autrice, per la ricchezza dei contenuti e per il valore della mission.
    con l’augurio che possiate fare sempre meglio, armoniosamente.

    Liked by 1 person

    1. Grazie per queste belle parole e per seguirci con così vivo interesse. Siamo stati molto onorati di ospitare sul nostro magazine l’articolo di Giulia Santoro che, come avrai letto, è una donna brillante.

      Ancora grazie.

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