Frida Kahlo, Ospedale Henry Ford

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Frida Kahlo, Ospedale Henry Ford (o Letto volante), 1932, 38 x 30,5 cm. Olio su tela. Collezione di Dolores Olmedo, Città del Messico.

Come in tutte le sue opere, anche in questa, Frida ha riversato tutta se stessa, la sua vita, le sue vicissitudini, i dolori, i sogni.

Il disegno di questo dipinto fu realizzato mentre era ricoverata in ospedale. A causa della frattura alle ossa del bacino, tutti i medici sconsigliarono alla donna di avere una gravidanza. Eppure, quella del 1932 era la seconda. Frida decise di portarla avanti ma, come con la prima, il 4 Luglio del 1932 un aborto spontaneo mise fine anche anche a quella gravidanza, a quella speranza, a quel desiderio di maternità.

Un dipinto ricco di simboli.

Frida è sdraiata sul letto dell’ospedale: un letto troppo grande, e lei troppo piccola. È chiaro che dovesse sentirsi piccola, impotente e impaurita.

Il suo ventre è ancora gonfio, come se fosse ancora la casa di suo figlio, eppure sotto al suo corpo vi è una pozza di sangue, simbolo dell’aborto.

Dalla sua pancia escono tre vene, a cui sono collegati un feto dalle dimensioni fin troppo grandi: ancora una volta l’artista si avvale delle grandezze per dare una misura alle cose, in questo caso al suo desiderio di avere un figlio.

E poi ancora, la vena di destra è collegata al guscio di una lumaca, metafora della nascita e del concepimento. A sinistra invece, vi la parte esterna del tronco umano che va a ricollegarsi allo scheletro del bacino (in basso a destra), la cui rottura ha causato la perdita del bambino.

In basso a destra, vi è uno sterilizzatore a vapore utilizzato negli ospedali, che evidentemente ricordava a Frida il malfunzionamento del suo corpo.
Infine, in basso, al centro, un’orchidea viola. Regalo che Diego le portò in ospedale.

Sul suo viso scende un lacrima.

Incredibile come questa grande donna e grande artista sia riuscita a trasportare il suo mondo interiore su tela e a renderlo così perfettamente leggibile, carico di emozioni, ricco di sentimenti, profondo come gli abissi.

4 Comments

  1. Hai una grande capacità di spiegare le opere che pubblichi in questa rubrica con semplicità ed efficacia. Ti faccio i miei più sinceri complimenti, Jessica. Te lo dico con il cuore…

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    1. Essendo una rubrica di pillole d’arte vi è la necessità di essere concisi ma esaustivi. Ora so che riesco nell’intento. Grazie, Dino.

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  2. Bella lettura, solo 2 particolari: i tubi sono tenuti dalla sua mano. Si sentiva responsabile x l’accaduto e provava sensi di colpa.
    Lo sfondo. Rappresenta un’umanità assente è indifferente.

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    1. Grazie per l’aggiunta di questi nuovi particolari. Dipinto ricco di simboli e metafore.

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