Egon Schiele, Abbraccio

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Egon Schiele, Abbraccio, olio su tela 150×170 cm, 1917.

Un artista che ha riversato nella sua arte l’esperienza interiore, talvolta turbolenta, altre violenta, tingendola di passione e turbamenti. Lui, agitato, insoddisfatto, ha scavato nei proprio personaggi come nella sua anima fino a metterli e a metterla a nudo.


Un disegnatore con un tratto netto, secco senza un eccessivo decorativismo o un alto ideale estetico di bellezza e compiacimento. Lo vediamo qui, con i due amanti annodati, i cui corpi sembrano, a loro volta, fatti di nodi, di tensioni, di passione pronta a scoppiare.

Un dipinto creato durante la prima guerra mondiale, quest’informazione dà ancora più profondità e significato a quest’opera. Due amanti stretti l’uno all’altro, come due appigli salvifici, che cercano di rimanere attaccati alla vita, tramite quell’unione.

C’è poi quel dettaglio: le dita di lei appoggiata sull’orecchio di lui. Vien da chiedersi se quel gesto sia del tutto casuale o un atto d’amore voluto.

Ma visto che si tratta di Schiele, quel gesto deve essere carico d’amore: delle dita che vanno a tappare quell’orecchio per attutire, s’immagina, il frastuono dei bombardamenti che stanno avvenendo al di fuori di quel giaciglio.

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