Sono stata intervistata da Anna Varulina, curatrice e critica d’arte per UnisVers’ART – Salone internazionale di arte contemporanea.Con Anna affronto vari argomenti: il critico momento sociale che viviamo dal punto di vista della bellezza femminile, Oui magazine, arte e poesia.

Intervista a Cura di Anna Varulina con Jessica Martino

Jessica Martino, Oui Magazine founder & owner

«Cari amici! Ho l’onore di presentarvi Jessica Martino, fondatrice della straordinaria rivista italiana di arte, cultura e letteratura Oui Magazine. Ecco un’intervista a Jessica sulla bellezza, l’arte e l’unicità dell’esperienza.

Cara Jessica, Buon autunno!

Il poeta Robert Rozhdestvensky, brillante rappresentante dell’era degli “anni Sessanta”, dice di una donna:

Una bella donna è una professione. E tutto il resto è amatoriale“.

Jessica, queste parole parlano di te. Bella, intelligente e talentuosa.

Ho studiato attentamente il profilo della tua rivista e il tuo profilo personale su instagram. Come fluisce dolcemente il risultato della tua visione creativa dal tuo fascino e, ho già potuto vedere, alta istruzione e cultura.

Voglio scrivere un’intervista su di te e pubblicarla nelle mie fonti.

Quindi le mie domande sono le seguenti:

All’inizio del XX secolo, la copertina di Vogue non era coperta di foto, ma di schizzi. Diciamo che sei diventato il volto della copertina di quel tempo. Quale immagine preferiresti dare vita attraverso i disegni e perché?»


«Prima di tutto: grazie, Anna. Grazie per queste belle parole che mi hai riservato e per questa speciale accoglienza.

Per me questa è la prima volta dall’altra parte. Sono io che scrivo e faccio domande, mi sento più a mio agio nella solita posizione di editrice, ma sono contenta che la mia prima volta “dall’altra parte” stia accadendo con te: una donna gentile, di classe e di talento che sono così felice di aver incontrato.

Vogue… Che grande rivista con una ricca storia alle spalle, fatta di evoluzione dopo evoluzione, fino a diventare la rivista imponente che è oggi.

Ebbene, se avessi l’opportunità e l’onore di occuparmi della copertina di un numero dei primi del Novecento, mi piacerebbe mettere in copertina un disegno con un gruppo di donne di etnie diverse, corpi, colori, dimensioni, forme, mano nella mano, orgogliosamente unite mentre mostrano la loro mistica bellezza. E visto che siamo qui, lasciami sognare sulla mia “copertina di Vogue mai accaduta” e dire che avrei associato un titolo con il disegno:

LA BELLEZZA NON È UNIVOCA.
L’ UNIVOCITÀ È NOIOSA. E LA BELLEZZA DELLE DONNE, INTERIORE ED ESTERIORE, È COME UN VIAGGIO FATTO DI AVVENTURE E SCOPERTE STRAORDINARIE. LA BELLEZZA È TUTTO TRANNE CHE NOIOSA.

Avrei scelto questo argomento perché sento, vedo che c’è un forte problema sul significato di bellezza, soprattutto nel contesto del mondo femminile. Nel mondo reale e in quello virtuale le ragazze e le donne si uccidono per entrare in una taglia zero; ragazze e donne magre ritoccano il loro corpo per apparire formose. Alcune procedure chirurgiche come lip filler, rinoplastica, botox, brown lift e vari impianti sono così diffusi ora che il numero è spaventoso.

Questo non è ancora abbastanza. Si pratica un ideale di bellezza irraggiungibile e impossibile. La chirurgia plastica non basta, sui social il processo passa alle varie app di foto e video che rendono distorta la realtà: pori inesistenti; forme del viso improbabili: aliene; punti vita fantascientifici, corpi che non possono contenere gli organi interni, sederi lievitati a dismisura.

È assurdo il tempo sprecato per trasformare se stessi, perdere la propria identità per cosa? Realizzare cosa? E per chi?

Non è salutare, non è reale. È un processo disfunzionale da tutti i punti di vista. Dobbiamo ancora lavorare molto sull’accettazione del nostro corpo, delle nostre peculiarità… capire che non esiste un corpo sbagliato e uno giusto, che ognuno ha il suo: diverso, irripetibile e quindi UNICO.»


«La tua rivista sull’arte, ovvero sulla quintessenza degli impulsi creativi di diverso genere… Per chi è questa rivista? Qual è il ritratto del suo lettore?»


«Bene, questa è una bella domanda. Ho fondato Oui Magazine con la mia amica e collega Marianna Pizzipaolo, nell’ottobre 2019. Siamo partite da zero, imparando con la pratica, aggiungendo, rimuovendo, provando, provando, provando. Per il momento la rivista Oui può essere definita una rivista culturale, artistica e letteraria e il ritratto del nostro lettore è colui che ha questi interessi.

Oltre al sito, gestiamo pagine instagram e facebook con aggiornamenti quotidiani su questi temi e argomenti: abbiamo deciso di pubblicare 3 post al giorno: uno dedicato “all’accadde oggi” (fatti storici e personaggi rilevanti che è importante ricordare); uno dedicato all’arte con un dipinto o un artista volto alla scoperta di nuovi artisti contemporanei o alla rivisitazione di artisti del passato e uno dedicato alla letteratura, con una poesia.

È un lavoro sinergico. Pubblichiamo gli approfondimenti sul sito, senza sottovalutare l’importanza che un “semplice post” può avere per diffondere informazioni culturali (che non è affatto semplice. Ti mette nella condizione di cercare ogni giorno sempre qualcosa di diverso).

Direi che al momento la rivista è ancora in evoluzione. Sicuramente subirà molte trasformazioni che spero la renderanno sempre migliore.»


«Che tipo di arte ti piace? C’è un quadro nella tua casa che ha un significato speciale?»


«Amo l’arte in generale. Ma devo dire che sono più per le arti figurative che per quelle astratte. Eppure in quello che dico c’è una contraddizione perché il primo dipinto che mi è venuto in mente quando mi hai chiesto “se c’è un quadro che ha un significato speciale” (non in casa mia, purtroppo) è “Gli addii” di Umberto Boccioni, più astratto che figurativo, certamente.

Ho sempre amato quel dipinto da quando ho studiato il Futurismo al liceo. Ha una forza espressiva che definirei esplosiva. Quelle piccole ombre che si abbracciano e che a malapena si distinguono tra tutti quei colori, quei colori che vibrano, si diffondono fino a far esplodere tutte le sensazioni e gli stati emotivi che si possono vivere durante un addio … È eccezionale.

Quindi, non ce l’ho a casa mia, ma per me ha un significato speciale: è il primo dipinto che ho veramente amato.»


«Pensi che Baudelaire avesse ragione quando disse che “una donna è un invito alla felicità“?»


«Baudelaire… che grande poeta. Penso che sì, una donna sia un invito alla felicità, ma…

Secondo il mio punto di vista nessuno, nessun uomo o cosa vivente mai esistita può creare un paradiso nel modo in cui lo fa una donna… e, allo stesso tempo, riuscire a mettere su un inferno con la stessa passione, forza e amore.

Tutto dipende da ciò che un uomo merita se il paradiso o l’inferno che una donna può dare… o entrambi. In ogni caso saranno esperienze uniche. (Rido)

Grazie mille, cara Anna, e grazie a UnisVers’ART – Salone internazionale di arte contemporanea

Jessica Martino

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